Lussazioni vertebrali


Ultimo aggiornamento: 05/03/2019, Dott. Miguel B. Royo Salvador, nº. Ordine 10389. Neurochirurgo e Neurologo.
 
 

Definizione

Si definisce lussazione la fuoriuscita di un osso dalla sua sede. Nel caso della colonna vertebrale, la lussazione vertebrale comporta un disallineamento della stessa, con rottura dei legamenti e fratture vertebrali con instabilità della colonna, che impedisce la realizzazione dei movimenti abituali.

A seconda di dove si produce, la lussazione vertebrale si definisce:

  1. Atlanto-epistrofea
  2. Cervicale
  3. Dorsale
  4. Lombare
  5. Del sacro
  6. Del coccige (coccigodinia)

 


Sintomi

I sintomi che può provocare una lussazione vertebrale variano in base a:

  • lla zona della vertebra interessata;
  • l’innervazione della stessa;
  • l’attivazione della trasmissione del dolore ai nervi della zona;
  • l’infiammazione conseguente;
  • la compressione delle strutture vascolari o nervose adiacenti.

I sintomi che può provocare una lussazione vertebrale sono, principalmente, il dolore nella zona interessata e/o l’alterazione della sensibilità e delle funzioni corrispondenti e delle strutture nervose limitrofe.

 


Diagnosi

Una lussazione vertebrale è una lesione che impedisce ai legamenti vertebrali di sostenere le ossa o le vertebre con le articolazioni nella loro posizione, provocandone la separazione o lo spostamento. Tale separazione si può visualizzare mediante Radiografia (RX) o Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), o con Risonanza Magnetica Nucleare (RNM).

Sulla base della storia clinica e dell’esame fisico, quando c’è il sospetto di lussazione vertebrale, lo specialista indica gli esami necessari di radiodiagnostica per immagini.

 


Cause

In generale, una lussazione vertebrale si produce quando si forza il limite massimo di movimento dell’articolazione fra ossa, vertebre o apofisi. Ciò solitamente può verificarsi con cadute e incidenti, movimenti bruschi ed eccessivi, o qualunque trauma (con e senza l’intervento di forze esterne) che comporti forzare l’articolazione della vertebra.

 


Factores de Riesgo

Essendo dovute ad incidenti e traumi, la probabilità di avere lussazioni vertebrali aumenta con:

  • la pratica di sport d’impatto, rischiosi ed estremi, o qualunque attività che aumenti la possibilità di incorrere in traumi a qualunque livello della colonna vertebrale;
  • la predisposizione alle cadute: quando la persona soffre di altre patologie, principalmente neurologiche o della colonna, che la predispongono maggiormente a cadere, anche la probabilità di lussazione vertebrale aumenta.
  • i fattori ereditari: le persone con legamenti più flessibili per ereditarietà, possono essere più propense che altre a lussazioni.

 


Complicazioni

Le complicazioni di una lussazione vertebrale, in generale, consistono nell’aggravarsi dei sintomi che provocano, con il conseguente >peggioramento della qualità di vita del paziente (per esempio giungendo alla paresi, paralisi o perdita parziale o completa della sensibilità). La persistenza della lussazione può anche causare possibili danni ai nervi, al midollo spinale o ai vasi sanguigni attorno all’articolazione lussata.

La lussazione vertebrale che può avere complicazioni più gravi è quella atlanto-epistrofea, che comporta la separazione dell’odontoide dalla superficie dell’atlante con cui forma l’articolazione. In questo caso, come in quelli più gravi di lussazione cervicale, questa può comprimere lo stesso midollo e provocare lesioni neurologiche o vascolari, arrivando persino a sezionare il midollo spinale, causando la morte. Per questa ragione, solitamente si opera non appena si diagnostica.

 


Trattamento

– Il trattamento conservativo indicato per le lussazioni vertebrali in generale consiste nell’immobilizzazione vertebrale e nella somministrazione di farmaci antinfiammatori e antidolorifici, nell’evitare il sovraccarico della colonna con pesi, ridurre gli sforzi, fare fisioterapia, ecc. In alcuni casi ciò può aiutare a migliorare, però raramente è risolutivo.

– Nella maggioranza dei casi, per la compressione delle strutture nervose o per il rischio che questa abbia luogo, si indica il trattamento chirurgico, mediante artrodesi vertebrale strumentata. Si tratta di una chirurgia con cui si realizza la fusione permanente di due o più segmenti ossei della colonna vertebrale, affinché non si muovano tra loro.

 


Risultati

La tecnica chirurgica di artrodesi vertebrale con inserti, protesi e strumentata che si utilizza nel nostro centro per le lussazioni vertebrali, riporta risultati eccellenti nella maggioranza dei casi, con un numero minimo di complicazioni.

Esempio

-Caso Nº 312

Paziente di 16 anni con lussazione tra la seconda e la terza vertebra cervicale, a seguito di un trauma subito giocando a calcio, operato con ottimi risultati (Fig.1,2,3,4).

luxaciones-vertebrales-1
Fig.1 Radiografia semplice di profilo in cui non si osserva alcuna anomalia.

 

luxaciones-vertebrales-2
Fig.2 Radiografia della colonna cervicale in flessione, dove la freccia mostra il livello della lussazione.

 

luxaciones-vertebrales-3
luxaciones-vertebrales-4

Fig.3 e Fig.4. Radiografia che mostra una placca di titanio con due fori e le viti che fissano la seconda e la terza vertebra cervicale, dove previamente è stata estratta la porzione centrale del disco intervertebrale fratturato, sostituendola con un inserto de idrossiapatite.

 


Riferimenti Bibliografici

 

  1. Chechik O, Wientroub S, Danino B, Lebel DE, Ovadia D. (2013) “Successful conservative treatment for neglected rotatory atlantoaxial dislocation.”, Journal of Pediatric Orthopaedics, 33(4), pp. 389-392.
  2. Iizuka H, Iizuka Y, Kobayashi R, Takechi Y, Nishinome M, Ara T, Sorimachi Y, Nakajima T, Takagishi K. (2013) “Characteristics of idiopathic atlanto-axial subluxation: a comparative radiographic study in patients with an idiopathic etiology and those with rheumatoid arthritis.”, European Spine Journal, 22(1), pp. 54-59.
  3. Ordonez BJ, Benzel EC, Naderi S, Weller SJ. (2000) “Cervical facet dislocation: techniques for ventral reduction and stabilization.”, Journal of Neurosurgery, 92(1), pp. 18-23.
  4. M. B. Royo-Salvador (2014), “Filum System® Guía Breve”.
  5. Sun Y. Yang, Anthony J. Boniello, Caroline E. Poorman, Andy L. Chang, Shenglin Wang, and Peter G. Passias (2014) “A Review of the Diagnosis and Treatment of Atlantoaxial Dislocations”, Global Spine Journal, 4(3), pp. 197-210.

 









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