Ernia del disco Lombare

Ultimo aggiornamento: 20/02/2019, Dott. Miguel B. Royo Salvador, nº. Ordine 10389. Neurochirurgo e Neurologo.

Diagnosi

Un’ernia o protrusione del disco ha luogo con più frequenza nella parte bassa o lombare della schiena. È una delle cause più comuni di dolore lombare. Il dolore sciatico, la lombosciatica o lombosciatalgia sono spesso dovute alla compressione della radice nervosa esercitata da un’ernia discale lombare. La diagnosi differenziale che si deve scartare, poiché provoca una sintomatologia simile, è quella di Sindrome delle faccette articolari lombari .

Si definisce sciatica o dolore sciatico il dolore che corrisponde al tragitto del nervo sciatico, che si estende dalla regione lombare attraverso la faccia posteriore dell’arto inferiore (da lì lombosciatica o lombosciatalgia). Se il dolore s’irradia attraverso la faccia anteriore dell’arto inferiore, in coincidenza con il tragitto del nervo crurale, il dolore prende il nome di cruralgia. Questa differenziazione è importante, poiché orienta per dedurre quale o quali radici nervose sono coinvolte.

L’esame fisico è molto importante, giacché può orientare su quali sono le radici nervose compromesse e il loro eventuale livello vertebrale, così come sulla magnitudine della compromissione nervosa in base alla quale si decide l’indicazione chirurgica.

 


Trattamento

 

– Il trattamento iniziale di fronte a dei sintomi dovuti a un’ernia o ad una protrusione discale lombare, dev’essere conservativo.

La maggior parte delle lombosciatiche scompare con il riposo, le terapie mediche e la fisioterapia, le quali alleviano le conseguenze della compressione dei nervi causata da protrusioni o ernie discali. La terapia la porta a termine l’organismo stesso, quando riesce a restaurare e fortificare l’alterazione del disco intervertebrale, di modo che non persistono nè lesione attiva, né instabilità nè sovraccarichi vertebrali.

Con la terapia antinfiammatoria si riesce a ridurre l’infiammazione del nervo compresso dal disco intervertebrale deformato, e con essa il dolore. Con la terapia antidolorifica si riduce il dolore, tanto prima che abbia effetto l’antinfiammatorio quanto durante l’azione di quest’ultimo, dato che in sé non sarebbe sufficiente a mitigare il dolore. Il riposo è auspicabile con due propositi: diminuire la pressione sulla radice nervosa e dare la possibilità all’organismo di riparare la deformazione del disco intervertebrale.

– La fisioterapia nella lombosciatalgia ha diversi scopi:

  1. Mobilizzare la radice nervosa, affinché si adatti e eviti la compressione dovuta alla deformazione del disco intervertebrale, ottenendo così un sollievo dalla pressione radicolare.
  2. Rilassare, stimolare e gratificare una zona afflitta dal dolore.
  3. Rinforzare la muscolatura attorno alle vertebre, ottenendo così un supporto vertebrale.

Una fisioterapia che eserciti una pressione eccessiva sui dischi intervertebrali può peggiorare la patologia, e persino provocarla in altri dischi predisposti; per questo motivo la fisioterapia deve essere eseguita o diretta da un esperto in colonna vertebrale.

 


Trattamento chirurgico dell’ernia/protrusione discale lombare

 

Esistono criteri ben definiti per raccomandare un intervento di ernia discale, e questo avviene quando il paziente presenta almeno due dei seguenti quadri clinici:

 

  1. Quando il dolore lombosciatico è così intenso da non migliorare con nessun farmaco, o il dolore cronico arriva ad essere così limitante da non permettere la realizzazione dell’attività normale.
  2. Quando all’esame neurologico si riscontra una compromissione nervosa, motoria o sensitiva, soprattutto di natura progressiva.
  3. Quando si riscontra un’alterazione urinaria o fecale associata a una possibile compressione dei nervi.

Quando l’indicazione chirurgica avviene per dolore acuto o cronico, l’applicazione dipende dal criterio del paziente e dal grado d’invalidità. Quando l’indicazione operatoria si da invece per una compromissione neurologica, perdita di forza, di sensibilità o un’alterazione degli sfinteri, l’intervento chirurgico di eseguirà al più presto, poiché se la perdita arrivasse ad essere totale, l’intervento di liberazione non riuscirebbe a recuperarla.

Le tecniche con risultati dimostrativi che si possono applicare per il trattamento chirurgico dell’ernia discale lombare, hanno il proposito di eliminare la compressione della radice nervosa, e alcune di mantenere l’altezza discale e di stabilizzare la colonna vertebrale. Sono classificate come:

 

  1. Tecniche mini-invasive. Per esempio la nucleotomia lombare percutanea e la chemionucleolisi.
  2. Tecniche micro-chirurgiche, che utilizzano la tecnica chirurgica protocollare applicandola con ausili ottici.
  3. Laminectomia lombare: apertura della colonna vertebrale, con eliminazione della porzione posteriore di una vertebra o lamina di almeno una vertebra lombare.
  4. Artrodesi lombare: si usano sistemi di stabilizzazione con o senza inserti che saldano le vertebre o parte di esse.

Per scegliere la tecnica più efficiente e allo stesso tempo meno invasiva, è necessario definire molto precisamente il tipo di compressione della radice nervosa e lo stato della colonna vertebrale.

Quando si costata unicamente la presenza di una compressione radicolare, si sceglie la tecnica meno invasiva tra le prime tre suddette, secondo la dimensione, la localizzazione e le caratteristiche della struttura della compressione radicolare.

Se invece c’è un’instabilità vertebrale evidente, si procede ad artrodesi lombare. Il criterio d’instabilità è molto variabile a seconda dei chirurghi.

Nel nostro centro si procede ad artrodesi lombare quando nelle radiografie funzionali, laterali, in flessione ed estensione si rileva un’evidente mobilità anomala della colonna vertebrale, e questa può essere responsabile dei sintomi di cui soffre il paziente. Il tipo di artrodesi cambia dipendendo dal tipo d’instabilità e dalle preferenze del chirurgo.

 


Risultati

La tecnica chirurgica più utilizzata nelle ernie o protrusioni lombari è la discectomia via semi-emi-laminectomia. I risultati nel nostro centro sono eccellenti per la maggior parte, con un numero di complicazioni minimo.

 

Esempio

 


Prima dell’intervento

Dopo l’intervento

 


Riferimenti bibliografici

 

  1. M.B. Royo-Salvador, C. Sabaté, A. Monteiro, A. Gil, R. Ruiz, J. Querolt, R. Morgenstern (1998) Hernia discal lumbar en el ámbito laboral. Resultados de un análisis retrospectivo de una serie de 189 pacientes consecutivos. Rev Neurol. 1998 Oct;27(158):574 ó 6.
  2. M. B. Royo-Salvador (2014), “Filum System® Bibliography” (PDF).
  3. M. B. Royo-Salvador (2014), “Filum System® Guía Breve”.

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