{"id":15185,"date":"2026-03-20T00:00:53","date_gmt":"2026-03-19T23:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/dev.institutchiaribcn.com\/enfermedades\/malattia-cerebrovascolare-leucoaraiosi\/"},"modified":"2026-03-30T13:14:50","modified_gmt":"2026-03-30T11:14:50","slug":"malattia-cerebrovascolare-leucoaraiosi","status":"publish","type":"enfermedades","link":"https:\/\/institutchiaribcn.com\/it\/malattia-cerebrovascolare-leucoaraiosi\/","title":{"rendered":"Malattia cerebrovascolare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ultimo aggiornamento: 20\/03\/2026, <\/strong><a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/it\/personale-clinico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Dott. Miguel B. Royo Salvador<\/strong><\/a>, <strong>n\u00ba. Ordine 10389.<\/strong> <strong>Neurochirurgo e Neurologo.<\/strong><\/p>\n<h2><strong>Definizione<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, <strong>malattia cerebrovascolare<\/strong> \u00e8 una definizione che si usa per descrivere un gruppo eterogeneo di condizioni patologiche, la cui comune caratteristica \u00e8 la <strong>disfunzione focale del tessuto cerebrale<\/strong>, per uno squilibrio tra l\u2019apporto di ossigeno e quanto ne \u00e8 richiesto, e altri substrati. Definisce il processo in generale, che sia acuto o cronico, ischemico o emorragico.<\/p>\n<p>Nel 1987, Hachinski ha introdotto il concetto di <strong>leucoaraiosi<\/strong> (dal greco <em>leuko<\/em>= bianco, e <em>arai\u00f2s<\/em>= rarefazione) riferendosi ad un\u2019alterazione nelle immagini delle Tomografie Computerizzate e delle Risonanze Magnetiche Nucleari (RM) cerebrali, nella sostanza bianca degli emisferi cerebrali. Le lesioni possono essere puntiformi o pi\u00f9 estese, focali o diffuse. Con questo termine l\u2019autore non ha proposto nessuna correlazione clinica o patologica, bens\u00ec ha soltanto nominato delle immagini anomale relativamente frequenti. Si tratta pertanto di un termine descrittivo del neuroimaging, che pu\u00f2 essere associato a varie situazioni cliniche e patologiche, e che \u00e8 eterogeneo, dato che si riferisce a diversi tipi di alterazioni morfologiche.<\/p>\n<p>La sostanza bianca riceve il suo nutrimento sanguigno attraverso un complesso sistema di micro-vascolarizzazione cerebrale, formato da piccole arteriole penetranti che sorgono dalle principali arterie cerebrali, formando angoli retti. Si tratta di arterie terminali molto lunghe e di piccole dimensioni. Per questo la sostanza bianca intorno ai ventricoli (periventricolare) si converte in una zona di vascolarizzazione limitrofa, il che la rende particolarmente predisposta a soffrire lesioni da ischemia. La compromissione di queste arteriole, in cui si producono il restringimento e la diminuzione del canale interno, causerebbe una riduzione del nutrimento sanguigno, che, quando cronica, sarebbe la responsabile della presenza di leucoaraiosi.<\/p>\n<p>Il progredire della leucoaraiosi tende a seguire un modello generale. Inizialmente si osservano le lesioni periventricolari verso i bordi dei ventricoli laterali (<em>Fig.1<\/em>), estendendosi queste, in seguito e secondo la gravit\u00e0 del fenomeno, intorno ad essi (<em>Fig.2<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-md-6\" style=\"margin-bottom: 10px;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cerebro-vascular.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8736\" src=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cerebro-vascular.png\" alt=\"\" width=\"auto\" height=\"350\" \/><\/a><br \/>\nFig.1<\/div>\n<div class=\"col-md-6\" style=\"margin-bottom: 10px;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cerbero-vascular-enfermedad.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8737\" src=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/cerbero-vascular-enfermedad.png\" alt=\"\" width=\"auto\" height=\"350\" \/><\/a><br \/>\nFig.2<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Gradi e sintomi<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattandosi di un concetto descrittivo, la leucoaraiosi non comporta sintomi in s\u00e9, sebbene i suoi diversi gradi di neuroimaging sono associati a vari quadri sintomatologici corrispondenti.<\/p>\n<p>In generale, i sintomi associati in certa misura a qualsiasi grado di leucoaraiosi possono essere: <strong>ictus ischemico, disturbi cognitivi, interruzione del cammino, alterazioni dell\u2019umore e degli sfinteri.<\/strong><\/p>\n<p>I<strong> gradi di leucoaraiosi <\/strong>vanno dal<strong> grado tipo 0 al III:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; i<strong> gradi 0 e I <\/strong>sono lievi e senza una correlazione riconosciuta con sintomi specifici.<\/p>\n<p>&#8211; il <strong>grado II<\/strong> <strong>e molto di pi\u00f9 il III<\/strong> sono gravi, sono considerate le leucoaraiosi che causano pi\u00f9 lesioni nella sostanza bianca del tessuto cerebrale e in entrambi gli emisferi, disperse in ampie zone del cervello; costituiscono una patologia, che va aumentando progressivamente. Si rilevano soprattutto nelle persone con disturbi mentali e in quelle che soffrono di malattie associate a danni neurologici o con sintomi di demenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Diagnosi<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come menzionato, la leucoaraiosi di riferisce ad alcune alterazioni che si possono trovare per mezzo del neuroimaging della <strong>Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) e della Risonanza Magnetica (RM) cerebrale<\/strong>, che consistono in zone, rispettivamente, d\u2019ipodensit\u00e0 o d\u2019iperintensit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra queste, l\u2019Immagine da RM encefalica (IRM) che include le sequenze ponderate in T2 e FLAIR, \u00e8 la tecnica pi\u00f9 comunemente usata per la valutazione della Leucoaraiosi.<\/p>\n<p>La <strong>scala di Fazekas<\/strong> (<em>Fig.3<\/em>), qualitativa, \u00e8 la pi\u00f9 usata per determinare la dimensione delle lesioni nella sostanza bianca nella IRM, e la sua classificazione \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p>&#8211; <strong>grado 0<\/strong>: assenza di lesioni;<br \/>\n&#8211; <strong>grado 1<\/strong>: esistenza di lesioni sotto forma di focolai ischemici;<br \/>\n&#8211; <strong>grado 2<\/strong>: inizio di confluenza dellle lesioni;<br \/>\n&#8211; <strong>grado 3<\/strong>: diffusione delle lesioni, che comprende intere regioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\"><a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fazekas-scale.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fazekas-scale.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><br \/>\nFig.3 La scala di fazekas*.<\/div>\n<p><strong>-Secondo il Filum System<sup>\u00ae<\/sup>:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro centro rileviamo spesso la presenza d\u2019immagini di leucoaraiosi della sostanza bianca cerebrale nelle sequenze assiali di RM in T2, soprattutto di grado 1 e raramente di grado 2, in pazienti con diagnosi di patologie dell\u2019insieme della <strong><a>Malattia del Filum o della Sindrome Neuro-cranio-vertebrale<\/a> <\/strong>al meno nel 45% della nostra base di dati e in tutte le fasce d\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Cause<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, la patogenesi della Leucoaraiosi \u00e8 controversa.<\/p>\n<p>Alcuni autori ricordano che tuttavia non \u00e8 stato chiarito se i meccanismi che producono i focolai ischemici puntiformi sono gli stessi che generano la Leucoaraiosi diffusa e pi\u00f9 ampia. Inoltre, s\u2019ignora se le alterazioni patologiche associate sono la causa o la conseguenza delle lesioni della sostanza bianca.<\/p>\n<p>Le due ipotesi principali riguardano: <strong>le anomalie del flusso di autoregolazione del sangue o un difetto della barriera ematico-encefalica<\/strong>.<\/p>\n<p>Il meccanismo di produzione pi\u00f9 riconosciuto attualmente come causa di leucoaraiosi, \u00e8 <strong>l\u2019ischemia cronica da occlusione delle arterie perforanti.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ipertensione arteriosa e altre patologie che influiscono sul flusso sanguigno e sull\u2019apporto di ossigeno al cervello, sembrano strettamente associate alla leucoaraiosi grave.<\/p>\n<p><strong>-Secondo il Filum System<sup>\u00ae<\/sup>:<\/strong><\/p>\n<p>Alla luce dell\u2019osservazione dell\u2019associazione tra leucoaraiosi e focolai ischemici puntiformi, a livello radiologico, in pazienti con Malattia del Filum e Sindrome neuro-cranio-vertebrale, nel nostro centro teniamo in considerazione un\u2019altra ipotesi di patogenesi: la leucoaraiosi potrebbe essere correlata alla trazione del midollo spinale, esercitata da un Filum Terminale troppo teso, e con l\u2019ischemia che pu\u00f2 provocare nei tessuti di tutto il sistema nervoso, determinando insufficienza circolatoria nei vasi sanguigni di minor diametro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Fattori di rischio<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, da un lato, i fattori di rischio riconosciuti per la <strong>malattia cerebrovascolare<\/strong> riguardano le <strong>caratteristiche familiari, individuali e lo stile di vita.<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019altro, i principali fattori di rischio riconosciuti per la presenza di <strong>Leucoaraiosi <\/strong>sono <strong>l\u2019et\u00e0 e l\u2019ipertensione arteriosa<\/strong>, anche se \u00e8 associata ad altri ancora, come il <strong>diabete mellito, patologie cardiache o stenosi arteriose<\/strong>, che sarebbero associate ad alterazioni nella microcircolazione cerebrale, il che porta ad una demielinizzazione di origine vascolare che potrebbe essere considerata l\u2019origine dei focolai ischemici.<\/p>\n<p>La leucoaraiosi \u00e8 anche associata alla <strong>terza et\u00e0<\/strong> e a quadri di demenza senile, anche se si \u00e8 arrivati a riscontrarla in persone relativamente giovani, sui 40 anni d\u2019et\u00e0, ma che per consumo di droghe- come <strong>eroina, tabacco ed esposizione continua a elementi contaminanti<\/strong>&#8211; sembrano propense a presentarla in qualsiasi grado. Anche l\u2019<strong>arteriosclerosi<\/strong> \u00e8 un altro fattore osservato nella sua comparsa.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Secondo il Filum System<sup>\u00ae<\/sup><\/strong>:<\/p>\n<p>Nei pazienti con immagini di leucoaraiosi nella sostanza bianca associate a Malattia del Filum e Sindrome Neuro-cranio-vertebrale, possiamo osservare che un fattore di rischio comune tra queste due condizioni sono gli <strong>antecedenti familiari<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211; La trazione caudale determinata da un Filum terminale eccessivamente teso, che definiamo Malattia del Filum, pu\u00f2 causare il meccanismo di mancanza d\u2019irrigazione sanguigna al midollo spinale, cos\u00ec come a tutto il sistema nervoso. Si tratta di una malattia di tipo congenito, che pu\u00f2 essere trasmessa tra famigliari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Complicazioni<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019entit\u00e0 della leucoaraiosi viene sempre pi\u00f9 associata al <strong>deterioramento cognitivo o a disturbi del comportamento<\/strong> dei pazienti. Le espressioni cliniche relative alle funzioni cognitive associate vanno da una lieve compromissione delle stesse fino alla comparsa di <strong>demenza<\/strong>, e colpiscono fondamentalmente la <strong>velocit\u00e0 del processamento cognitivo e delle funzioni esecutive.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Trattamento<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Generalmente, i trattamenti opportuni che sembrano efficaci per arrestare il progredire della leucoaraiosi sono diversi da quelli raccomandati per la patologia associata.<\/p>\n<p>Il trattamento pi\u00f9 indicato per rallentarne il deterioramento, essendo la leucoaraiosi progressiva, una volta presente, consiste nel mantenere una dieta equilibrata, assumendo alimenti ricchi di acido folico, folato e vitamine del complesso B ed evitando sostanze tossiche e degli stili di vita poco salutari.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Secondo il Filum System<sup>\u00ae<\/sup><\/strong>:<\/p>\n<p>Di fronte al fatto che la leucoaraiosi \u00e8 frequentemente presente in pazienti colpiti dalla Malattia del Filum (MF), nel nostro centro applichiamo il <strong>protocollo diagnostico del<\/strong> <strong>Filum System<sup>\u00ae<\/sup><\/strong>, in malati con immagini di RM encefaliche con focolai ischemici nella sostanza bianca, per indagare su di una possibile Malattia del Filum. Se si conferma una trazione anomala del Filum terminale per MF, allora si procede al trattamento di sezione del Filum terminale (SFT) con l\u2019esclusiva tecnica mini-invasiva. In vari casi \u00e8 stata osservata la riduzione della Leucoaraiosi successiva alla SFT, altro dato a favore dell\u2019ipotesi che una causa della stessa potrebbe essere la trazione anomala del sistema nervoso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><!--\n\n\n<h2><strong>Risultati<\/strong><\/h2>\n\n\n&nbsp;\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Esempio di un caso operato per Malattia del Filum di Sezione del Filum Terminale, nel quale la leucoaraiosi che si osservava precedentemente si \u00e8 ridotta dopo l\u2019intervento, senza altri fattori conosciuti che abbiano potuto contribuire alla variazione riscontrata.<\/p>\n\n\n&nbsp;\n\n\n\n<hr \/>\n\n\n\n--><\/p>\n<h2><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">John Conklin, Frank L. Silver, David J. Mikulis, Daniel M. Mandell. Are acute infarcts the cause of leukoaraiosis? Brain mapping for 16 consecutive weeks. Annals of Neurology, 2014; DOI: 10.1002\/ana.24285.<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">Hachinski V.C., Potter P., Merskey H: Leuko-araiosis, Arch Neurol. 1987; 44: 21-23.<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">Revista Habanera de Ciencias M\u00e9dicas, versi\u00f3n On-line ISSN 1729-519X.Rev haban cienc m\u00e9d vol.12 no.3 Ciudad de La Habana jul.-set. 2013, CIENCIAS CL\u00cdNICAS Y PATOL\u00d3GICAS.<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">Dr. Miguel B. Royo Salvador (1996), <a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/pdf\/publicaciones\/dr-royo\/Siringomielia-escoliosis-malformacion-Arnold_Chiari-idiopatica.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Siringomielia<\/strong>, <strong>escoliosis<\/strong> y malformaci\u00f3n de <strong>Arnold-Chiari<\/strong> idiop\u00e1ticas, etiolog\u00eda com\u00fan (PDF).<\/a> REV NEUROL (Barc); 24 (132): 937-959.<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">Dr. Miguel B. Royo Salvador (1996), <a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/pdf\/publicaciones\/dr-royo\/platibasia-impresion-basilar-retroceso-odontoideo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Platibasia<\/strong>, impresi\u00f3n basilar, retroceso odontoideo y kinking del tronco cerebral, etiolog\u00eda com\u00fan con la <strong>siringomielia<\/strong>, <strong>escoliosis<\/strong> y <strong>malformaci\u00f3n de Arnold-Chiari<\/strong> idiop\u00e1ticas (PDF).<\/a> REV NEUROL (Barc); 24 (134): 1241-1250<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">Dr. Miguel B. Royo Salvador (1997), <a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/pdf\/publicaciones\/dr-royo\/Nuevo-tratamiento-sirignomielia-escoliosis-malformacion-Arnold_Chiari.pdf \" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nuevo tratamiento quir\u00fargico para la <strong>siringomielia<\/strong>, la <strong>escoliosis<\/strong>, la <strong>malformaci\u00f3n de Arnold-Chiari<\/strong>, el kinking del tronco cerebral, el retroceso odontoideo, la impresi\u00f3n basilar y la platibasia idiop\u00e1ticas (PDF).<\/a> REV NEUROL; 25 (140): 523-530<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">M. B. Royo-Salvador, J. Sol\u00e9-Llenas, J. M. Dom\u00e9nech, and R. Gonz\u00e1lez-Adrio, (2005) <a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/pdf\/publicaciones\/dr-royo\/results-filum-in-20-patients.pdf \" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;Results of the section of the <strong>filum terminale<\/strong> in 20 patients with <strong>syringomyelia<\/strong>, scoliosis and <strong>Chiari malformation<\/strong>&#8220;.(PDF).<\/a> Acta Neurochir (Wien) 147: 515\u2013523.<\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">M. B. Royo-Salvador (2014), <a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/commons\/pdf\/publicaciones\/dr-royo\/filum-system-bibliography.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;Filum System<sup>\u00ae<\/sup> Bibliography&#8221; (PDF).<\/a><\/li>\n<li style=\"font-size: 16px; font-weight: 300; text-align: justify;\">M. B. Royo-Salvador (2014), <a href=\"https:\/\/institutchiaribcn.com\/filum-system-guia-breve\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;Filum System<sup>\u00ae<\/sup> Gu\u00eda Breve&#8221;.<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>* La scala di fazekas:<a href=\"http:\/\/www.radiologyassistant.nl\/en\/p43dbf6d16f98d\/dementia-role-of-mri.html\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> http:\/\/www.radiologyassistant.nl\/en\/p43dbf6d16f98d\/dementia-role-of-mri.html\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1559,"template":"","class_list":["post-15185","enfermedades","type-enfermedades","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Malattia cerebrovascolare | Institut Chiari Barcelona<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La malattia cerebrovascolare \u00e8 una definizione utilizzata per descrivere un 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